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Grande è la tua Fede

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Grandi e insondabili sono i misteri di Dio Don Leonardo M. Pompei,  XX Domenica del tempo ordinario, anno A Letture: Is 56, 1.6-7; Sal 66; Rm 11, 13-15.29-32; Mt 15, 21-28 “Grande è la tua fede”. Quest’esclamazione ammirata del Signore rivolta alla Cananea al termine del singolare episodio evangelico di questa domenica, è la chiave di lettura non solo di questo peculiare e a prima vista un po’ inquietante brano, ma anche dell’intera liturgia della Parola della ventesima domenica del tempo ordinario dell’attuale ciclo liturgico. Il profeta Isaia, per la verità, fornisce una prima importante suggestione, elogiando la paradossale adesione al Signore degli stranieri a fronte dei continui tradimenti dell’alleanza e profanazioni dell’antico popolo di Dio. Dinanzi a questa realtà Dio prospetta, per bocca del profeta, una rivelazione della sua giustizia, nel senso che essa, inevitabilmente, dovrà esaltare e rimunerare la fede e la religione dei popoli stranieri e redarguire severamente l’infe

L’assunzione: Gloria di Dio, di Maria e di tutti noi

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Il prodigio dell’Assunzione, conseguenza della vita illibata della Madonna Letture: Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab; Sal 44; 1 Cor 15,20-27a; Lc 1, 39-56 “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”. Questa esclamazione di lode e di giubilo della beatissima Vergine Maria, tolta dal suo meraviglioso cantico in onore della Santissima Trinità - espressione autentica del Suo Cuore Immacolato e Innamorato nonché il più grande inno di lode e di ringraziamento che sia mai stato elevato a Dio da una pura creatura - ci porta immediatamente dentro la solennità dell’Assunta, che rallegra il cuore di ogni estate e che è solo l’ultima perla della divina collana che l’Altissimo ha composto nella straordinaria e avvincente vicenda terrena della Madonna. L’Assunzione al cielo il corpo ed anima di Maria SS.ma, il suo essere sfuggita alla corruzione del suo corpo immacolato e verginale che non conobbe peccato, è stata non solo gloria di Maria e giusto epilogo della sua perfettissima vita, ma anche gioia di Dio

Affrontare serenamente ogni prova

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Sempre sereni e sempre nella pace quando si confida veramente in Gesù abbandonandosi a Lui Don Leonardo M. Pompei,  XIX Domenica del tempo ordinario, anno A Letture:  1 Re 19,9a.11-13a ;   Sal 84;   Rm 9,1-5 ;   Mt 14,22-33 La liturgia della Parola della diciannovesima del tempo ordinario dell’anno A è un importantissimo sprone e invito a imparare a riconoscere la presenza di Dio in ogni avvenimento della nostra vita personale e più in generale della storia, riscoprendo quella grande e incrollabile fede nella divina potenza e provvidenza che ci consente di affrontare serenamente ogni prova della vita. “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?”. Queste parole di Gesù rivolte a Pietro - reo di aver dubitato di riuscire addirittura a camminare (realmente, si badi, non metaforicamente) sulle acque (!) - rappresentano il culmine dell’odierna pagina evangelica ed anche un appello rivolto personalmente a ciascuno di noi: “figlio, figlia, ti fidi veramente di Me? Dubiti forse della mia potenza?

Pane del corpo e pane dell'anima

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Alimentare il corpo è necessario per vivere questa vita; alimentare l’anima è indispensabile per viverla bene e conservarla per la vita eterna Don Leonardo M. Pompei,   XVIII Domenica del tempo ordinario, anno A Letture:    Is 55,1-3; Sal 144; Rm 8,33.37-39; Mt 14,13-21 “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Queste parole che Gesù ha voluto consegnarci come parte dell’orazione domenicale sono un’ottima rampa di lancio per cogliere con un bel volo di gabbiano il messaggio fondamentale della liturgia della Parola di questa domenica. Sia la prima lettura che il Vangelo fanno riferimento al pane e alla Provvidenza che Dio esercita affinché i suoi figli non ne siano privi. Accanto al livello e al senso letterale (che quasi mai manca nei testi biblici e che la Chiesa ha da sempre raccomandato di ritenere sempre come primo e fondamentale livello di interpretazione), i testi si aprono anche ad una lettura spirituale, consentendo di stabilire un parallelismo tra la vita del corpo e quella dell

Quanto è importante Dio per me?

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Cosa sono disposto a fare per conoscere meglio il Signore ed accogliere il dono inestimabile del suo Regno? Don Leonardo M. Pompei,  XVII Domenica del tempo ordinario, anno A Letture: 1 Re 3,5.7-12; Sal 118; Rm 8,28-30; Mt 13,44-52 “O Padre, fonte di sapienza, che ci hai rivelato in Cristo il tesoro nascosto e la perla preziosa, concedi a noi il discernimento dello Spirito, perché sappiamo apprezzare fra le cose del mondo il valore inestimabile del tuo regno, pronti ad ogni rinunzia per l’acquisto del tuo dono”. Queste parole dell’orazione colletta propria della diciassettesima domenica dell’anno A esprimono in maniera meravigliosa il messaggio focale dell’odierna liturgia della Parola, sintetizzabile in alcune semplici domande: “quanto vale per me il Regno di Dio? Quanto è importante per me conoscerlo? Cosa sono disposto a fare per entrare in esso?”.  La pagina evangelica di questa domenica contiene le ultime tre delle sette parabole sul regno di Dio riportate nel capitolo tredicesim

Dio può tutto ciò che vuole, ma non vuole tutto ciò che può

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Dio sa sempre quello che fa. Lasciamolo fare, senza osare mai giudicarlo Don Leonardo M. Pompei,  XVI Domenica del tempo ordinario, anno A Letture: Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43 “Dio può tutto ciò che vuole ma non vuole tutto ciò che può”. Queste parole sono la descrizione del grande e importantissimo messaggio che la liturgia di questa sedicesima domenica del tempo ordinario intende proporre ai fedeli, sullo sfondo del quale si trova il grande e annoso interrogativo dell’uomo: “da dove viene il male? E perché Dio, pur potendo, non lo impedisce?”. Lo splendido brano del libro della Sapienza inizia subito affermando che Dio non deve affatto difendersi dall’accusa di essere ingiusto, perché ciò che Egli fa è solo e soltanto “avere cura di tutte le cose”. Il male non è da Lui né voluto, né provocato, né benedetto, né avallato, né approvato, ma solo tollerato. Il male non ha tutto il potere distruttivo che vorrebbe sprigionare: Dio lo permette (tollerandolo) solo in pic

La potenza santificante della Parola di Dio

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Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore, Dio degli eserciti Don Leonardo M. Pompei,  XV Domenica del tempo ordinario, anno A Letture:    Is 55,10-11; Sal 64; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23 “Quando le tue parole mi vennero incontro, le divorai con avidità; la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore, perché io portavo il tuo nome, Signore, Dio degli eserciti” (Ger 15,16). Questo splendido versetto tratto dal libro del profeta Geremia non fa parte della liturgia di questa quindicesima domenica del tempo ordinario dell’anno A, ma ne sintetizza mirabilmente e splendidamente il messaggio e il contenuto essenziale. Questa Domenica potremmo chiamarla “la Domenica della Parola di Dio”, anche in ricordo della domenica ad essa dedicata recentemente istituita dal regnante pontefice. La parola di Dio è e dovrebbe essere oggetto della nostra attenzione, direzione della nostra ric