Fatti umile e troverai grazia davanti al Signore

L'umiltà è la balia e la nutrice della carità e senza di essa 
non si può in nessun modo essere graditi a Dio



Omelia della XXII Domenica del tempo ordinario (anno C), di Don Leonardo Maria Pompei 
Letture: Sir 3,17-20.28-29; Sal 67; Eb 12, 18-19.22-24; Lc 14, 1. 7-14

“Fatti umile e troverai grazia davanti al Signore” (Sir 3,18). L’umiltà è la protagonista della liturgia della ventiduesima domenica del tempo ordinario e lo è in diverse delle sue splendide e delicate sfaccettature che ne fanno da un lato la virtù “più piccola” (che ama stare nascosta e non farsi notare) dall’altro la “balia e nutrice” della virtù più grande che è la carità (così soleva definirla santa Caterina da Siena).
La prima lettura affianca l’umiltà alla mitezza e la contrappone all’orgoglio e alla superbia. Anche Gesù, in un celebre passo del Vangelo, ha raccomandato di imparare da Lui che è “mite ed umile di cuore” (Mt 11,29), per trovare ristoro e riposo. L’umiltà è la virtù che ci fa piccoli ed è normalmente accompagnata dalla mitezza perché solo chi si sente piccolo e non superiore agli altri è anche dolce nel trattare il prossimo, alieno dall’adirarsi, dall’insultare, dall’offendere, dal prevaricare. Chi è umile facilmente chiede scusa e perdono quando sbaglia e rifugge dalla stoltezza dell’orgoglio di chi pensa di avere sempre ragione e di non sbagliare mai. Il superbo, poi, guarda tutti dall’alto in basso ed usa toni, modi e atteggiamenti alteri e sprezzanti, è facile all’ira e all’insulto, offende e prevarica senza freno alcuno. Solo l’umile trova grazia davanti al Signore - e la Madonna ne è l’esempio più luminoso e lampante - e solo al mite Dio rivela i suoi segreti. I superbi saranno rovesciati dai troni, unico rimedio alla loro misera condizione che li rende refrattari assai agli influssi e alle azioni sananti della divina Grazia.
Il Vangelo affianca l’umiltà alla carità, nella sua del tutto peculiare e splendida manifestazione che è la liberalità e la generosità. L’occasione del duplice e assai significativo insegnamento del Signore è un pranzo a casa di uno dei farisei, ove con aria presumibilmente tronfia i più influenti di essi si accomodavano tranquillamente ai posti di onore, ritenendo - senza tema alcuna di smentita - di averne il sacrosanto diritto. Guai a chi pensa di essere qualcosa o di essere superiore a qualcuno. Ammesso - e raramente concesso - che così fosse, compito del discepolo di Gesù è mettersi sempre all’ultimo posto, lasciando che siano altri a dichiarare che così non è e che occorre “venire più avanti”. Questo profondo sentirsi “ultimi” rende peraltro solidali con chi “ultimo” lo è davvero per la propria condizione di indigenza e povertà. Ecco perché, come corollario della lezione sull’umiltà, Gesù dà quella sulla carità, consistente nell’elargire gratuitamente i propri beni, il proprio cibo, i propri banchetti, le proprie sostanze ai poveri e a coloro che non possono ricambiare. Questo tema, come ormai abbiamo ampiamente compreso nelle ultime liturgie domenicali, è assai caro a san Luca, perché è la carità (unita all’umiltà) a rendere il discepolo particolarmente gradito a Dio e profondamente simile al Maestro per antonomasia, Gesù, Colui che si è veramente umiliato scendendo al di sotto di quello che era, Colui che essendo Dio e quindi ricchissimo può e sa solo dare (senza ricevere), Colui che è stato la mitezza e la serenità incarnate e mantenute anche dinanzi a prove estreme e durissime come quella - la più grande, ma non l’unica - della sua dolorosissima e oltremodo umiliante passione e morte.
Per essere “iscritti nei cieli” (seconda lettura) occorre praticare con sollecitudine tali auree virtù e fuggire come dalla peste dai vizi opposti. Così certamente saremo graditi al Signore, anche se forse disprezzati da qualche mondano o potente della terra. Alla risurrezione dei giusti, tuttavia, ciascuno avrà premio o condanna e lode o biasimo da Dio. L’unico del cui giudizio molto ci deve importare e che, santamente, riverentemente e filialmente, occorre temere. 

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