La riscossa del genere umano

"L'Immacolata, la più bella di tutte, piena di grazia e di santità è la rivincita di Dio su satana, il riscatto della razza umana in generale e della donna in particolare"



Omelia di Don Leonardo M. Pompei, solennità dell'Immacolata Concezione, anno A
Letture: Gn 3,9-15.20; Sal 97; Ef 1,3-6.11-12; Lc 1,26-38

Il tempo di Avvento è sempre allietato, nella sua prima parte, dalla meravigliosa e divina festa dell’Immacolata Concezione, che ci fa volgere lo sguardo sul mirabile e amabilissimo strumento che il Signore volle scegliere per venire a dimorare in mezzo a noi e sugli splendidi “requisiti di grazia e di santità” di cui lo dotò perché fosse sua degna abitazione. In quest’anno liturgico la festa dell’Immacolata Concezione cade di domenica e coinciderebbe con la seconda domenica di Avvento. La Conferenza Episcopale Italiana ha dunque chiesto, a suo tempo, alla Santa Sede di poterla celebrare nel giorno suo proprio nonostante tale concomitanza e ciò è stato accordato in forza di quella particolare importanza che in Italia ancora riveste tale ricorrenza, molto sentita specialmente in alcune zone, nonostante i tempi di forte crisi religiosa che stiamo tuttora attraversando.
Il legame tra l’Immacolata Concezione e l’Incarnazione è reso evidente dal Vangelo dell’odierna liturgia. L’arcangelo Gabriele saluta la Madonna come la “piena di grazia”, espressione che traduce non perfettamente la forma verbale del perfetto medio del verbo greco “charìzo” che indica un’azione cominciata in un certo e determinato momento del passato, i cui effetti tuttavia perdurano fino al tempo presente. Nel caso di Maria Santissima la pienezza di Grazia cominciò col miracolo di essere preservata, per divino intervento, dal contrarre la macchia di origine. Ma tale grazia straordinaria trovò nell’anima purissima di Maria il più fecondo dei terreni dove immediatamente germogliare e produrre copiosissimi frutti di ogni genere di virtù e santità, tali che al momento dell’incarnazione già era giunta ad un grado di perfezione non immaginabile né sondabile da creatura umana alcuna.
L’Immacolata Concezione è, peraltro, il compimento di quella riscossa del genere umano e della donna in particolare, annunciati da Dio nel celebre passo noto come “protovangelo” (Gen 3,15) che si legge nella prima lettura di questa solennità. L’inimicizia tra il serpente e la donna avrebbe trovato il suo culmine assoluto nel riscatto ottenuto da Maria nei confronti della caduta e della disobbedienza di Eva. Il serpente non trovò mai nella Santissima Vergine nessun “varco” di colpa originale, ma non riuscì in nessun modo neppure a penetrare quella fortezza di Grazia che Ella sempre seppe custodire, respingendo fieramente e risolutamente ogni minimo tentativo anche solo di avvicinarsi da parte del nemico dell’umana salvezza, mettendoselo saldamente sotto i suoi piedi e potendo per questo ottenere la grazia di essere liberati dalle sue spire e dal suo veleno a chiunque ricorre con fiducia alla sua intercessione.
L’Immacolata, infine, è espressione unica e perfettissima di quel disegno di grazia e santità che Dio aveva per ogni essere umano e che purtroppo fu frustrato dal peccato originale (seconda lettura). Tutto il genere umano, scelto da Dio in Cristo fin da prima della creazione del mondo, avrebbe dovuto, come Maria, essere “santo e immacolato di fronte a Lui nella carità”, ma purtroppo a tale splendido e divino progetto non è potuta seguire la sua fedele realizzazione a causa della colpa dell’uomo. La redenzione operata da Cristo ci consente di reimmetterci in questo disegno di amore e di santità. Ma almeno in una Creatura - e questa è Maria santissima - Dio ha potuto vedere perfettamente realizzato lo splendido capolavoro di grazia e santità che avrebbe dovuto essere l’uomo. Siano rese grazie a Lui di tutto e per tutto e, per intercessione dell’Immacolata, possano i nostri passi camminare sempre spediti verso quella santità un tempo perduta ma ricuperata in Maria e da Maria e le cui porte sono state riaperte per tutti grazie all’opera e all’amore infinito del nostro Re, Salvatore e Redentore Gesù Cristo. 

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